Titolo: La Trasfigurazione di Raffaello

Autore: G. P. Rossi

Casa Editrice: Autopubblicato

Genere: Romanzo storico

Anno di pubblicazione: 2021

Pagine: 164

TRAMA

La storia inizia con l’apertura da parte della Pontificia accademia romana di archeologia della tomba di Raffaello nel 1833, momento in cui la sua autenticità verrà messa in discussione. Si prosegue, poi, tornando indietro fino al 1520, pochi giorni prima della morte di Raffaello, artista ricco e circondato da amici, come il banchiere Agostino Chigi o il suo discepolo preferito, Giulio Romano, ma soprattutto da nemici, come il rivale alla Fabbrica di San Pietro, l’artista Antonio da Sangallo, o il cardinale Bernardo Dovizi da Bibbiena che, saputo del matrimonio segreto dell’artista con la Fornarina, vuole attentare alla vita della sua amata.

Tra particolari storici, incastrati in maniera certosina, e personaggi realmente esistiti, come l’alchimista Zoroastro da Peretola (discepolo di Leonardo da Vinci) e la strea Bellezza Orsini, che intrecceranno le loro vite con il divino Raffaello, sarà proprio in una Roma del 1520, con i suoi Rioni e in mezzo al suo magnifico Tevere e ai suoi porti, che, prima di morire, l’artista troverà gli spunti per finire il suo più grande e ultimo capolavoro, la Trasfigurazione, in cui inserirà un rivoluzionario messaggio che gli costerà la vita.

RECENSIONE

La Trasfigurazione di Raffaello è un romanzo storico di G.P. Rossi e racconta quali sono stati gli avvenimenti intorno alla morte di Raffaello e il ritrovamento poi della sua tomba nel 1833.

Il libro inizia raccontando proprio il 1833, quando viene ritrovata la tomba, o meglio si presume la tomba, dove è stato sepolto Raffaello, nel Pantheon, come lui aveva richiesto.

Si ritorna, poi, al passato, nella Roma del 1520, dove vengono indicati quali sono stati gli avvenimenti che hanno portato poi alla morte di Raffaello, in circostanze ancora poco note.

Raffaello fu un pittore e architetto italiano, fra i più celebri del Rinascimento. Sotto il pontificato di Leone X, fu soprintendente alla fabbrica di San Pietro. Tantissime sono le sue opere e l’ultima fu proprio la Trasfigurazione, opera innovativa e dinamica. Nel momento in cui l’autore descrive il dipinto della Trasfigurazione, ho avuto la necessità di avere l’immagine del quadro davanti per una comprensione più accurata possibile dell’opera stessa.

Interessanti sono anche i riferimenti alla Roma di quel tempo con le sue vie in latino, le mura di Roma che delimitavano la città e molti palazzi romani, tra cui il Palazzo Chigi, di proprietà di Agostino Chigi, grande amico di Raffaello, banchiere e imprenditore e uno dei maggiori mecenati del Rinascimento.

Oltre ad Agostino Chigi, si fa riferimento alla storia di Bellezza Orsini, processata per stregoneria e di Zoroastro da Peretola, alchimista e discepolo di Leonardo da Vinci.

Interessanti anche il cenno alla teriaca, un antidoto e preparato farmaceutico di origine antichissimo che venne poi chiamato Elisir di lunga vita, e la cosiddetta Bevanda del diavolo, di cui anche Raffaello fece uso, e che viene spiegato poi essere il nome con cui veniva definito il caffè.

Ritornando a Raffaello, intorno alla sua morte ci sono tantissimi punti interrogativi e il ritrovamento della sua bara fa pensare a tantissime stranezze, come per esempio il fatto che il funerale sia avvenuto in maniera affrettata oppure che la tomba sia stata di semplice abete senza gioielli o altro al suo interno.

Questo libro è proprio un’esaltazione dell’arte. Si comprende la passione dell’autore per l’arte e sicuramente tantissime sono state le ricerche svolte prima della scrittura del libro.

Quindi tantissimi complimenti all’autore non solo per il libro stesso ma anche per questa fase di raccolta dei dati e delle informazioni necessarie e perché mi ha fatto rivivere un pezzo di storia molto interessante, legata al Rinascimento.

Voto:

4/5

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