Titolo: Il regno capovolto

Autore: Marie Lu

Casa editrice: Mondadori

Genere: Storico/Fantasy

Anno di pubblicazione: 2021

Pagine: 348

 

 TRAMA

 

Nata con uno straordinario dono musicale, la piccola Nannerl Mozart ha un solo desiderio: essere ricordata per sempre. Ma, anche se incanta le platee con le sue straordinarie interpretazioni, ha poche speranze di diventare una celebre compositrice. È una ragazza nell’Europa del Diciottesimo secolo, e ciò significa che comporre per lei è proibito. Suonerà fino a quando avrà raggiunto l’età da marito: su questo il suo tirannico padre è stato ben chiaro. Ogni anno che passa le speranze di Nannerl si fanno più sottili, mentre il talento del suo amato fratellino Wolfgang diventa sempre più brillante, e finisce per oscurarla. Ma un giorno giunge un misterioso straniero da una terra magica, con un’offerta irresistibile: può far diventare il sogno di Nannerl realtà. Ma il prezzo da pagare potrebbe essere altissimo.

 

RECENSIONE

 

Questa volta trovo molta difficoltà nell’esprimere un mio parere riguardo questo libro, non perché sia pessimo, ma… ahimè nemmeno buono, ed è proprio questo il problema. Questo libro mi ha lasciata molto scettica e confusa. Pensavo lo avrei amato, essendo anche il mio primo storico/fantasy incentrato sulla musica, però non è andata così, avevo delle aspettative altissime per questo romanzo, che sono state ulteriormente accentuate dalla fantastica introduzione di Marie Lu che presentava la storia in maniera molto accattivante, ma così non si è rivelata.

 

Come vi dicevo all’inizio sono rimasta incantata dalla Lu che ha introdotto la storia di Nannerl  in maniera strabiliante, permettendomi già di immaginare un mondo fantastico ricco di magia e di musica ambientato in un’epoca lontana dalla nostra, in un Austria del 1795. Purtroppo però dopo pochissime pagine ho capito che la narrazione sarebbe stata molto lenta, quasi statica cosa che un fantasy, a mio umil parere, non può permettersi, in alcuni momenti è stato difficile ambientarsi o addirittura capire cosa fosse accaduto.

 

Una sorta di cambiamento, diciamo pure punto di svolta, sembra arrivare quando si inizia a conoscere il Regno Capovolto, che sembra svilupparsi grazie alle menti di Nannerl e del suo fratellino Worfel. Il regno è ben descritto, sembra un regno freddo che ha subito qualcosa di malvagio e che sta per essere distrutto, dove vi sono due lune, gli alberi sono al contrario con le radici rivolte verso l’alto, un mondo in cui si pensa si possano affrontare varie peripezie, dove ci sarà molta azione e così via, ma in realtà così non è, anzi è proprio in questo passaggio che ho avuto la conferma che questo non era un libro che mi avrebbe soddisfatta e se non fosse per la mia regole del portare sempre a termine una lettura, penso lo avrei abbandonato presto.

 

Tutte le sfide che la nostra giovane protagonista deve affrontare sono sicuramente interessanti ma vengono sviluppate in maniera troppo sbrigativa e a volte anche confusionaria, spesso dando per scontato che il lettore conosca dettagli che però non sono né evidenti né deducibili.

In tutta la narrazione c’è poca suspense, poca azione e troppa, ma veramente troppa ripetizione dei pensieri della protagonista.

 

Ciò che posso dire a favore di questo libro è che sceglie di affrontare e di mettere in evidenza delle tematiche importanti quali la famiglia, l’egoismo e in particolar modo la visione/condizione della donna dell’epoca, poichè ci troviamo in un’epoca dove la donna deve solo badare alle faccende domestiche e ai figli, infatti è questa una preoccupazione che affligge la nostra Nannerl, ovvero una volta raggiunta l’età da marito dovrà smettere di inseguire i propri sogni, lo trova ingiusto e cerca a modo suo di ribellarsi a questa situazione che lei non si è scelta. Sentendosi chiusa in gabbia, è consapevole che il suo talento non verrà mai riconosciuto e che ogni applauso sarà solo per suo fratello. Questo è il motivo per cui decide di stringere un patto con Hyacinthus, uno sconosciuto che le promette di esaudire il suo desiderio: essere ricordata.

 

Due aspetti che l’autrice è riuscita a rendere abbastanza bene sono sicuramente, l’oppressione della donna nel 1795, facendomi capire quanto la nostra condizione sia sicuramente migliore rispetto a quella del passato, anche se ancora c’è molto su cui lavorare e infine il rapporto fraterno tra Nannerl e Wolfer che in un modo o nell’altro sono sempre uniti e si difendono l’un l’altro e anche quando nascono delle incomprensioni nono possono far a meno di volersi bene e di proteggersi.

 

Quello che ho apprezzato davvero tanto di questa autrice è che è riuscita a mantenere una veridicità storica molto attenta e minuziosa.

 

Non vorrei essere troppo critica nel dirlo, ma secondo me la verità e la sincerità stanno alla base di qualunque cosa, ma, a mio parere, l’introduzione, il prologo e le note dell’autrice sono le parti più interessanti e che più ti colpiscono.

 

 Mi dispiace davvero che questo romanzo non sia riuscito a conquistarmi, purtroppo è il classico libro con dell’ottimo potenziale che però non si è stati in grado di sfruttare.  

Voto:

3/5

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