Titolo: La mia meta

Autore: Roberta Damiano

Casa Editrice: Ode Edizioni

Genere: Sport Romance

Anno di pubblicazione: 2021

Pagine: 250

TRAMA

Thomas Coleman ha un solo obiettivo: diventare un grande campione come suo padre.
Alexandra Price studia per diventare giornalista e non ha tempo da perdere dietro i ragazzi.
Due mondi opposti, due stili di vita diversi destinati a incrociarsi e non lasciarsi più.
Fra amore, gelosia, rabbia e dolore, prende vita la storia del giovane quarterback Coleman e dall’anaffettiva Price.
RECENSIONE
La mia meta narra la storia di Alexandra e Thomas, che studiano alla Columbia University. Thomas è il quater back dei Lions, la squadra di Football del college; Alexandra studia giornalismo. Due mondi diversi sicuramente, ma dal momento che si incontrano, nasce tra loro qualcosa di speciale. All’inizio Alexandra è molto indecisa, tiene lontano Thomas, intenzionata a non cedere, ma poi riuscirà a fare i conti con il suo passato e seguire il suo cuore?
Il libro è narrato alternativamente dal punto di vista di Alexandra e di Thomas: due persone molto diverse, che appartengono a due mondi diversi. L’ambientazione è il college americano, in cui ci sono delle gerarchie da rispettare: la squadra di football, le cheerleader e poi tutti gli altri. Thomas è popolare, è rispettato e ben visto, essendo quarterback, mentre invece Alexandra rientra nei non popolari, gli invisibili.
Alexandra è una protagonista che ha vissuto un’esperienza familiare molto complicata e questo lo riscontriamo principalmente verso la fine del romanzo, anche se ci accorgiamo mentre leggiamo, che qualcosa non va nel suo comportamento, che è successo qualcosa nel suo passato, collegata al mondo del football. È una ragazza che ha paura di soffrire e ha paura di lasciarsi andare, di innamorarsi.
Thomas è il ragazzo più sexy e popolare della scuola. Ma oltre quella parte di sé più sicura e più spavalda, nel corso del libro possiamo conoscere anche la sua parte più tenera, romantica, protettiva verso Alexandra. Una parte del suo carattere che ho apprezzato molto perché lo fa sembrare un personaggio più concreto, più reale, con le sue fragilità e debolezze.
Due protagonisti quindi che si riscoprono molto simili, con le loro paure e i loro limiti. Il loro amore tarderà a sbocciare, ma non può non farlo, perché quando trovi la persona che ti fa stare bene, non puoi girarti dall’altra e ignorarlo. Uno sprone quindi a lasciarsi andare, a vivere le situazioni così come si presentano perché l’amore è qualcosa che non si può controllare. Soffrire fa parte del gioco, ma vale sempre la pena innamorarsi, piuttosto che restare con il dubbio di ciò che avrebbe potuto essere.
Nel libro viene accennato il tema dell’encefalopatia traumatica cronica (CTE), nota anche come sindrome da demenza pugilistica. Una sindrome descritta per la prima volta nel football americano, ma che interessa anche altri sport di contatto, quali pugilato, rugby, wrestling.
È dovuta ai ripetuti colpi alla testa, con accumulo di commozioni cerebrali.
La scoperta è dovuta alle ricerche del dottor Bennet Omalu, neuropatologo forense, che portò avanti una battaglia contro la NFL, la maggiore lega professionistica nordamericana di football americano. Il dottor Omalu accusò la lega di dare poca importanza alla salute dei giocatori e di avere poco interesse per le precauzioni da prendere.
Sulla vita di Bennet Omalu e sulle sue scoperte scientifiche, è stato dedicato nel 2015 il film “Zona d’ombra”, con Will Smith come protagonista nei panni di Omalu.
L’uscita del film e la battaglia di Omalu non vogliono arrivare alla fine del football perché sport pericoloso, ma denunciano la mancanza di informazione circa le conseguenze a lungo termine. Un atleta che sceglie di fare football deve sapere che di football si potrebbe morire.
È molto importante quindi la conoscenza di questa sindrome e in questo libro viene resa nota e ben descritta.
Per quanto riguarda lo stile di scrittura, è una lettura molto scorrevole e lineare, una lettura di un giorno 😊 una lettura leggera e spensierata, perfetta per il periodo estivo come lettura sotto l’ombrellone.
Non avevo mai letto uno Sport Romance, ma devo dire che mi è molto piaciuto. Soprattutto l’ambientazione del college americano mi intriga moltissimo, un’ambientazione che lascia spazio, sicuramente, a molti cliché. Il quarterback popolare, fidanzato con il capo delle cheerleader, che poi si innamora della ragazza non popolare. Si parte con un cliché, ma più avanti la storia si trasforma in qualcos’altro e soprattutto la parte finale del libro è stata la parte più bella e molto emozionante.
Se state cercando una lettura leggera e scorrevole e se, come me, vi piace l’ambientazione del college, non dovete farvi sfuggire questo romance. Buona lettura!

Voto:

4/5

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