Titolo: La biblioteca dei libri proibiti

Autore: John Harding

Casa Editrice: Garzanti Editori

Genere: Narrativa straniera

Anno di pubblicazione: 2012

Pagine: 255

   

TRAMA

 

New England, 1891. È notte fonda ormai. Nell’antica dimora di Blithe House regnano il silenzio e l’oscurità. Per Florence, giovane orfana di dodici anni, è finalmente giunto il momento che ogni giorno aspetta con ansia. Attenta a non far rumore, sale le scale ed entra nella vecchia biblioteca. Nella grande stanza abitata dalla polvere e dall’abbandono ci sono gli unici amici che le tengano davvero compagnia, i libri. Libri proibiti per Florence. Non potrebbe nemmeno toccarli: da sempre le è vietato leggere.

Così le ha imposto lo zio che l’ha allevata con il fratellino Giles. Un uomo misterioso, che l’ha condannata a vivere confinata in casa insieme alla servitù. Ma Florence è furba e determinata e ha imparato a leggere da sola. Ha intuito che nei libri è racchiusa la strada per la libertà. Perché proprio in quella biblioteca, tra i vecchi volumi di Sir Walter Scott, Jane Austen, Charles Dickens, George Eliot e Shakespeare, si nasconde un segreto legato a doppio filo alla morte dei suoi genitori.

Una terribile verità che, notte dopo notte, getta ombre sempre più inquietanti sulla vita di tutti. Strani episodi iniziano a sconvolgere la dimora. Prima la morte violenta e inspiegabile di una delle governanti, poi l’arrivo della nuova istitutrice del fratellino, che odia Florence con tutta se stessa. Per la ragazza camminare per i corridoi della casa è sempre più pericoloso.

   

RECENSIONE

Quando ho letto il titolo e visto la copertina di questo libro ho avuto un’impressione, leggendo la trama ne ho avuta un’altra e infine leggendo tutta la storia un’altra ancora, quindi posso affermare che l’insieme è un po’ fuorviante.

Il titolo in particolare lascia molto desiderare anche perché grazie alla biblioteca la bambina riesce a leggere ed istruirsi ma alla fine non gioca un ruolo molto rilevante all’interno della storia. La storia scorre in maniera molto fluida e piacevole, di per sé è un bel romanzo, ma la critica che sono costretta a fare è che trovo un po’ surreale che la bambina riesca ad architettare da sola un piano così complesso e soprattutto riesca anche a portarlo a termine.

 

“Con che facilità egoisteggia la nostra mente! Con che facilità mettiamo da parte la prospettiva di un futuro disastro per assaporare un piacevole presente! Facevo lo struzzo per amore dei libri.”

 

Il finale a mio parere doveva essere un po’ più elaborato, è risultato troppo veloce, sintetico e senza spiegazioni… ha un aspetto positivo perché ti lascia comunque senza parole, ma si doveva sviluppare in maniera diversa.

In sostanza è un libro interessante e scorrevole, mi è piaciuto ma non troppo, mi ha lasciato un po’ con l’amaro in bocca.

Voto:

2.5/5

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