Titolo: Il sogno

Autore: Franck Thilliez

Casa Editrice: Fazi Editore

Genere: Thriller

Anno di pubblicazione: 2020

Pagine: 509

TRAMA

Se non fosse per le sue cicatrici e le strane foto che tappezzano le pareti del suo ufficio, si direbbe che Abigaël sia una donna come le altre. Se non fosse per i momenti in cui sprofonda nel mondo dei sogni, si giurerebbe che dica il vero. Ma Abigaël, la psicologa che tutti si contendono per risolvere i casi criminali più intricati, soffre di una grave narcolessia che le rende tutto più difficile. Spesso per lei il confine tra sogno e realtà si confonde, ed è costretta a ricorrere a bruciature e tatuaggi per assicurarsi di essere sveglia e che quello che vede stia realmente accadendo. L’indagine a cui sta lavorando insieme al fidanzato poliziotto Frédéric riguarda un rapitore seriale di bambini, Freddy. I piccoli scomparsi finora sono tre, a quattro mesi di distanza l’uno dall’altro. Ogni rapimento viene annunciato con uno spaventapasseri che indossa gli abiti del bambino rapito precedentemente. Intanto, Abigaël è l’unica sopravvissuta a un terribile incidente d’auto di cui non ricorda nulla e dove hanno perso la vita suo padre e sua figlia. Presto capirà che molte cose di quell’episodio non tornano. E si renderà conto che Freddy sa più di quanto dovrebbe. E non è il solo. Ma per Abigaël il nemico più pericoloso rimane uno: se stessa.

RECENSIONE

Avevo già sentito parlare di questo autore, soprattutto nell’ultimo periodo perché è uscito da poco C’era due volte, che è il secondo libro del Manoscritto, un libro che ha avuto un grande successo.

La prima cosa che posso dire sul Sogno è: leggetelo perché è un libro che, per chi è appassionato di thriller psicologici, non può lasciarsi sfuggire.

Il sogno narra la storia di Abigael, una psicologa specializzata in criminologia, che aiuta la gendarmeria francese nei casi di persone scomparse.

Un giorno viene coinvolta in un incidente stradale, dove perdono la vita il padre e la figlia. Inspiegabilmente lei rimane illesa. Questo incidente sembra essere collegato al caso di cui Abigael e tutta la gendarmeria si stanno occupando, cioè un rapitore di bambini.

Già dalla prefazione il Sogno sembra un libro molto interessante. Infatti Thilliez si rivolge direttamente ai suoi lettori, e rivela alcune informazioni importanti che saranno indispensabili per la comprensione del libro. 

“Il Sogno è un viaggio temporale”, dice Thilliez, e gli avvenimenti vanno da dicembre 2014 a giugno 2015. All’inizio di ogni capitolo c’è disegnata una linea del tempo, in cui viene indicato in quale periodo sono ambientati gli avvenimenti narrati in quel capitolo. Un viaggio temporale che ci farà fare degli sbalzi. Alcune volte saremo a inizio della storia, altre volte più verso la fine e così la storia piano piano prender forma, aggiungendo sempre più tasselli. Nella lettera ai lettori, inoltre, Thilliez anticipa il fatto che manca il capitolo 57, che si può leggere successivamente sul sito di Fazi Editore, inserendo un codice che si troverà nascosto tra le pagine del libro. Sul sito verrà anche fornito l’ordine cronologico dei capitoli, così che, dice l’autore, il capitolo 1 diventa per esempio il capitolo 38 e così via, in modo da seguire cronologicamente gli eventi. Devo dire la verità, però, la sequenza proposta dall’autore nel libro non mi è dispiaciuta: bisogna fare più attenzione per non perdere il filo, ma è molto più interessante e crea più suspense e attesa. Per esempio, un avvenimento narrato prima, ma cronologicamente dopo, veniva spiegato da un avvenimento narrato dopo, ma cronologicamente prima. Non so se sono riuscita a spiegarmi, ma fa parte tutto della magia di questo libro, che ti avvicina alla verità piano piano, scoprendo poco per volta ciascun tassello ed avere alla fine il quadro generale.

Un’altra caratteristica del libro è l’inquietudine che crea, che non è solo realizzata attraverso questa scelta di narrare gli avvenimenti saltando da un periodo all’altro, ma anche per lo stile stesso dell’autore. Thilliez riesce a creare situazioni che non sai mai come andranno a finire. Non sai se succederà qualcosa improvvisamente, ma te l’aspetti. “La protagonista uscirà indenne da quella situazione?” e rimaniamo lì in attesa, sperando che non succeda niente. Uno stile di scrittura incalzante, con frasi brevi che ti fanno capire l’ambientazione, entrare nella scena, descrizioni non ridondanti, ma messe proprio a pillole lì per farti capire l’inquietudine della protagonista nella conoscenza di un nuovo luogo da scoprire. Quindi uno stile di scrittura che mi è molto piaciuto, con i classici capitoli brevi, che adoro!

È un libro che si legge tutto d’un fiato, non riesci a staccarti dalle pagine, ma vuoi sapere come andrà a finire. Mi è capitato molte volte di leggere il libro in tarda notte, solo con una piccola luce per leggere e… l’inquietudine era a mille! Venivi catapultata nella scena e la vivevi anche tu…

Il tema del sogno e dei disturbi del sonno sono centrali nel libro. Una tematica molto affascinante. Ci fa comprendere come la mente umana sia molto complessa, e come il nostro cervello continui a elaborare mentre dormiamo. Abigael è narcolettica: in situazioni di una forte emozione può svenire oppure avere episodi di cataplessia, cioè irrigidimento degli arti con mente lucida. Molte volte Abigael si è trovata in situazioni di pericolo che innescavano una emozione forte, che portava alla cataplessia. E quindi viviamo con Abigael questo terrore di essere in balia degli altri, di non potersi muovere, di non riuscire a controllare il proprio corpo, rimanendo lucidi e vigili, quella sensazione di essere inermi di fronte al pericolo, di non riuscire a fare niente, sapendo di essere in pericolo di vita. Una sensazione bruttissima, cha ancora adesso mi provoca delle sensazioni di disagio e di inquietudine. Ecco cosa crea Thilliez: ci fa fare un viaggio “negli sterminati territori della suspense e della paura”, come aveva detto nella prefazione. E ci riesce molto bene.

Il tema del sogno porta con sé l’incapacità di distinguere la realtà dalla finzione. Abigael fa dei sogni così reali, così vividi, che arriverà al punto di mettere in discussione sé stessa, considerarsi pazza e arrivando a segnare la sua pelle con bruciature o punture di spillo, perché non si prova dolore durante il sogno. 

Vivremo tutto questo con Abigael: le sue incertezze, i suoi vuoti di memoria, il suo sentirsi pazza, questa incapacità di distinguere realtà e sogno. A questo si aggiungono alcune parti del libro molto difficili da leggere: il libro parla anche di rapimenti, torture sui bambini, violenza psicologica, pedofilia.

Una trama veramente complessa, in cui si intrecciano diverse storie, con diversi personaggi. Una trama fitta di avvenimenti, a cui solo alla fine riusciamo a dare un senso, quando la verità ci viene svelata e ogni pezzo del puzzle torna al suo posto.

Se amate thriller psicologici, non potete farvi scappare questo autore e questo libro prima di tutto perché racconta di concetti psicologici che secondo me sono molto affascinanti e misteriosi, quali il sonno, le paralisi del sonno  e poi perché è sorprendente e molto complesso, mai banale. Per me è un grande sì, uno dei migliori libri che ho letto in questi mesi. Sicuramente leggerò gli altri libri dell’autore.

Voto:

5/5

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