Titolo: Frammenti

Autore: Dario Rea

Casa Editrice: Elison Paperback

Genere: Suspence, Fantasy

Anno di pubblicazione: 2021

Pagine: 206

TRAMA

Vita e Morte, le due sorelle signore dell’umanità, hanno accordi ben precisi che regolano i loro rapporti. Uno dei patti fondamentali che hanno stipulato prevede che il conto delle anime torni sempre, da una parte come dall’altra: nessun uomo può avere più tempo, nessun uomo può viverne di meno, tutto deve essere come Vita e Morte hanno stabilito. Un traghettatore di anime, una figura di confine tra i regni delle due sorelle, si occupa di accompagnare quelle anime che sono restie ad abbandonare il regno dei viventi quando è giunto il loro momento. L’ordine delle cose è eterno e immodificabile, ma si può davvero stare così vicino agli umani senza divenire, almeno in parte, uno di loro? Un sovvertimento dell’ordine stabilito potrà mai essere tollerato? Da Venezia a Marsiglia, dalla rivoluzione francese ai nostri giorni, le storie di uomini e immortali si mescolano come frammenti gettati a caso, ma è solo nella loro unione che gli eventi possono assumere senso e significato.

RECENSIONE

Ero molto curiosa di leggere questo libro perché la trama mi aveva molto incuriosito 😉 Parla delle due grandi forze della nostra esistenza: la vita e la morte. La storia è narrata dal cosiddetto Traghettatore, colui che accompagna le anime nel loro trapasso, le aiuta a varcare quella “porta” oltre la quale potranno godere della beatitudine eterna 😊 La storia del traghettatore si mescola alla storia delle persone con cui il Traghettatore deve entrare in relazione. Deve cercare quell’anima, deve aspettare il momento della morte e poi aiutare l’anima a superare la porta. Diverse storie, diversi luoghi: un’ambientazione che mi è molto piaciuta 😉 l’autore inserisce tantissime informazioni e tanti spunti per farci entrare nell’ambientazione del romanzo, per renderla più reale, più coerente. Anche il personaggio del traghettatore è molto affascinante, un personaggio di confine che collega la vita e la morte. Il traghettatore, tra l’altro, a volte mostra la sua parte più “umana”, violando le regole del cosmo, interessandosi in maniera particolare a una “respirante”, Gabrielle.

Quindi ci sarà questo passaggio tra la storia del Traghettatore e la storia di questa cantante lirica, dal passato veramente molto intenso.

Nel romanzo non troviamo mai la figura della morte, ma la vita viene personificata: una signora abbastanza sicura di sé, pungente e beffarda, che prende in giro, che stuzzica. Non mi aspettavo una personificazione della vita in questi termini… mi sarei immaginata una donna dall’aspetto angelico e luminoso. Ma riflettendoci bene la vita non è sempre zucchero: è bella e preziosa, ma a volte diventa anche beffarda e ingiusta.

Quindi, dicevo, nel romanzo si toccano diverse epoche, diverse città, diversi punti di vista. La ricchezza dei punti di vista però, a volte, crea molta confusione. Quando ci si approccia a un nuovo capitolo non sempre è immediata la comprensione di chi sta parlando. Questo crea un po’ di disorientamento. Ma a parte questo, la storia e l’ambientazione sono veramente interessanti, e scaturiscono diverse riflessioni sulla vita e sulla morte, sul significato che gli uomini danno alla vita, e l’importanza delle scelte. Concetti universali, difficili da affrontare, ma che l’autore ha sviluppato molto bene.

Quindi ringrazio l’autore per la copia digitale del libro e naturalmente consiglio questa lettura 😉

Voto:

4/5

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